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Rassegna stampa

Non solo residenze. Il recupero di fienili e stalle.

Corti, cascine. Per secoli non sono state solo un posto dove abitare, ma un modo di vivere. Insieme. E da anni c'è un associazione nel Vimercatese, gli Amici della Storia della Brianza, che va a cercare, scatta foto, si fa raccontare quel modo di vivere. uno di loro, l'architetto Giorgio Brambilla. ne ha mappate più di 50 nell'est della Provincia, ha visto spesso come cadano a pezzi senza che nessuno intervenga.

A Vimercate, ad esempio: le cascine storiche che quasi distrutte sono almeno cinque, la più antica risale in parte alla fine del Cinquecento.

"I proprietari le lasciano in rovina - racconta Brambilla - gli imprenditori non si avventurano in operazioni edilizie che rischiano di diventare uno slalom tra imprevisti , burocrazia e risultati incerti". Ma il Comune di Vimercate ha approvato un progetto nuovo, per cercare di rendere il recupero meno complicato. E per spingere proprietari o imprenditori edili a farsi avanti. Sperando che faccia scuola: "Per noi è un cambio di prospettiva, speriamo posa esser un utile esempio anche per altri Comuni", spiega l'assessore alla Pianificazione Corrado Boccoli.

Partendo da qui: "uno dei grandi freni per chi vuole ristrutturare antiche cascine è che possono esser destinate quasi sempre solo ad uso residenziale. Noi abbiamo invece previsto con un'apposita variante nel Piano di governo del territorio che chi presenta un piano di recupero può chiedere anche di destinare parte degli edifici ad altre funzioni, ad esempio ricettiva o terziaria o commerciale". Cascine che, una volta ristrutturate, cambiano volto ma anche uso, ad esempio con negozi, bar, ristoranti, bed and breakfast.

"Maggiore flessibilità quindi - continua Boccoli - ma con un punto fermo: è l'amministrazione che accetta caso per caso. E con questa variante di Pgt la risposta arriva in poche settimane, mentre prima la burocrazia richiedeva mesi".

E gli Amici della Storia della Brianza, approvano: "Questo progettto è per quanto ne sappiamo unico in zona - spiega Giorgio Federico Brambilla - ed è positivo. Alla fine il risultato è anche spesso più rispettoso dell'architettura originaria".

A Bellusco ad esempio è arrivato due anni fa il Politecnico di Milano (corso di progettazione architetonica) per usare la Corte del Dosso come banco di prova per progetti e soluzioni di recupero degli studenti. Una ventina di elaborati: alloggi solidali, cohousing, sale pubbliche. "In alcuni paesi questi progeti alternativi sono già realtà - continua Brambilla -, ad esempio la cascina Brambiall a Burago in parte trasformata in aule speciali per le scuole, oppure la Corte dei Mugnai alla Cascina Offellera di Agrate: io stesso ho curato il recupero, ospita oggi anche un bar, un ristorante, un museo, un mulino".

Leila Codecasa

dal Corriere della Sera di Venerdì 23 Ottobre 2015

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