LA CURT
Al momento di dare un nome alla nostra
rivista ci è sembrato non ci si potesse essere espressione più
indicata, così carica di richiami culturali e di suggestioni evocative,
di questa: La curt.
Il
termine riveste anzitutto una grande valenza storica: indica, in sostanza,
quella ininterrotta forma di vita associata che dalla curtis longobarda,
l’azienda agricola attorno alla quale ruotavano la dimora signorile,
gli alloggi dei coloni, le stalle e i magazzini, si è sviluppata
nella curt brianzola, la quale più che il semplice cortile era il
centro della vita sociale, giuridica, economica e religiosa del recente
passato. La curt rappresentava l’unità fondamentale della società
brianzola fino alla metà del XIX secolo, ossia sino all’avvento
dell’industrializzazione: elemento che riassumeva in sé tutto
un mondo, tutti i vari aspetti della vita quotidiana di allora. Vita di
persone e di animali, dove ogni evento, dalla nascita di un bambino all’uccisione
del maiale, dalla mungitura alla spannocchiatura del granoturco apparteneva
alla collettività. Il consumo dei pasti avveniva assieme: in inverno
nella grande cucina che accoglieva più generazioni; in estate sui
gradini di casa, condividendo il cibo con le altre famiglie. Anche le feste
e i passatempi, dai giochi di cortile dei ragazzi alle ricorrenze natalizie
o agli scherzi di carnevale avevano come teatro la corte di appartenenza.
Il concetto stesso di curt evoca simbolismi di profondo significato culturale:
nella corte si perpetuavano e si tramandavano i valori della cultura brianzola,
come l’orgoglio di una vita onesta e laboriosa, il rispetto della
parola data, la mutua solidarietà, l’intimità familiare,
ecc. Nella corte avveniva lo scambio di informazioni da una porta all’altra,
da una finestra all’altra mentre si stendeva il bucato. Racconti,
canzoni e filastrocche trovavano il loro luogo privilegiato nelle stalle
o intorno al grande camino. L’innata religiosità trovava espressione
in semplici gesti quotidiani: la benedizione del pasto giornaliero, la preghiera
all’Angelus del mezzogiorno, la protezione della casa affidata alle
madonne o ai santi collocati in nicchie votive sotto i portici o sopra la
porta di casa. La curt era qualcosa di perennemente vivo: risuonava di grida,
di garriti di rondini, di cigolii di carri, di richiami di arrotini e spazzacamini.
Ogni corte aveva il suo particolare profumo: di cibi, di fiori, di concimi.
Ferveva del lavoro quotidiano: carri che andavano e venivano, il fieno da
ammassare nei fienili, a battitura del grano, l’essicazione del granoturco,
la riparazione degli attrezzi agricoli… Tutto era in comune: la corte
come spazio comune promiscuo. Perfino i servizi igienici erano in comune.
Anche la lingua o, meglio, il dialetto si manifestava, si rafforzava, si
tramandava e si modificava nella vita della corte. Pensiamo ai comici tentativi
di italianizzare frasi del tipo “s’eri dre a fa” italianizzata
in “ero dietro a fare” o “mi sono desmentegato”
per “mi sono dimenticato”. Insomma la curt rappresenta l’espressione
tipica della tradizione brianzola e meritava quindi una rivisitazione in
chiave culturale. La nostra rivista vuole riprendere questo mondo e farlo
rivivere nelle sue pagine. Con la nostra rivista vorremmo ricreare simbolicamente
questa realtà, ridare vita simbolicamente alla curt. Per questo accoglie
contributi di quanti – studiosi, ricercatori, semplici appassionati
– vogliono fare conoscere aspetti noti, meno noti o inediti di questo
nostro territorio così ricco e per certi aspetti ancora inesplorato.
I nostri paesi, fortunatamente, conservano ancora questi caratteri tradizionali
senza soluzione di continuità: nonostante i venti della globalizzazione
selvaggia, vive ancora questa nostra anima brianzola. Pensiamo, quindi,
che sia nella volontà e nell’interesse di tutti noi brianzoli
(amministratori e cittadini) conservare queste vestigia di un passato che
ci nobilita e ci caratterizza. L’associazione Amici della Storia della
Brianza è nata proprio per questo scopo: realizzare una cooperazione
di intenti per far conoscere e valorizzare il territorio della Brianza nelle
sue componenti storiche e culturali: arte, letteratura, tradizioni, storia
e folclore. La rivista La curt ne è la voce, il principale strumento
di diffusione, di conoscenza, di conservazione e di valorizzazione di questo
patrimonio di inestimabile valore, affinché la Brianza continui a
fare storia.
Angelo Arlati

Numero zero, 2003
Itinerari storici: La Brianza romana a cura di
Gilberto Bartolomeo
Dossier: In strata de Mediolano di Piero Colombo
Due ipotesi a confronto sul percorso della strada consolare che attraversava
la Brianza
Misteri e Leggende: Campegorino, un miracolo storico;
Quando i lupi mangiavano i bambini; Roberto
Farinacci catturato a Merate. Fabrizio Pignatel, Angelo Piazza
I paesi della Pieve di Vimercate: Arcore, Bernareggio.
Itinerari bibliografici: La Brianza nei libri a cura di Gilberto Bartolomeo

Numero 1, 2004
I primi cinque anni di vita dell’associazione
di Angelo Piazza
Vittorio Gnecchi, musicista di Giulio Oggioni
Giulio Pessina, benefattore di Francesca Leoni
Dossier: Le monete in Brianza e dintorni di Piero
Colombo
Francolino Prinetti, scoperta la foto di Angelo
Piazza
Ferocia nazista ad Aicurzio di Fedele Carizzoni
Anna Biella e altri poeti dialettali di Angelo
Arlati
Benito Mussolini aspirante pilota ad Arcore di
Fabrizio Pignatel

Numero 2, 2006
Il sarcofago romano di Carnate
La pista ciclabile vimercatese di Angelo Arlati
Luigi Bolgiani, intellettuale bernareggese di
Angelo Piazza
Lo sterminio di una famiglia ebrea di Marco Bartesaghi
A Marasso le vacanze dei Martinitt di Riccardo
Galbusera ed Emilio Comi
Giovanni Vincenzo Biffi “giornalista”
di Angelo Arlati
La chiesa di Santo Stefano a Vimercate di Fabio
Mandelli
Icone sacre nel terzo millennio di Anna Maria
Sanzeni
La “curt del murnée” ad Agrate
di Giorgio Brambilla
Storia della cascina “La Salette”
di Giulio Oggioni
Cultura delle radici: poesie e libri di Maria
Anzani
L’angolo del vernacolo di Angelo Piazza

Numero 3, 2007
Luigi Vertemati al Tour de France di Angelo Piazza
Ernesto Teodoro Moneta di Riccardo Galbusera ed
Emilio Comi
Garibaldi in Brianza di Angelo Piazza
Le meridiane in Brianza di Anna Maria Sanzeni
L’evoluzione del paesaggio di Giorgio Brambilla
La generosità di Adele Cantù di
Marco Bartesaghi
La pala del Canavesio di Elisabetta Parente
La musica di Vittorio Gnecchi di
Giulio Oggioni
1799 una data da ricordare di Fabio Mandelli
L’Oratorio Gargantini-Santa Croce a Passirano
di Umberto Gavinelli
L’angolo del vernacolo a cura di Maria Anzani
e Angelo Spada